Se nel tuo Paese sei in pericolo, in Italia puoi chiedere la protezione internazionale (cioè l'asilo).

Dal 12 giugno 2026 in tutta l'Unione europea valgono nuove regole: il Patto UE su migrazione e asilo. Chi aveva già chiesto asilo prima continua però, di regola, con le regole vecchie.

Per questo la guida ha due schede. Prima di tutto, scopri quale vale per te.

Ti possiamo dare solo informazioni generali: è importante che tu chieda aiuto legale qualificato.

Quali regole valgono per te?

Conta il giorno in cui hai detto per la prima volta alle autorità italiane (Questura, polizia di frontiera) che volevi chiedere asilo. Questo momento si chiama manifestazione della volontà.

E se hai chiesto asilo prima, ma la Questura ti ha registrato dopo?

Succede spesso: hai chiesto asilo (o un appuntamento) prima del 12 giugno, ma il modulo in Questura (il C3 o la registrazione) è stato fatto dopo.

I tribunali non sono tutti d'accordo. Molti giudici dicono che valgono le regole vecchie, perché il ritardo dell'ufficio non può essere colpa tua. Altri guardano invece alla data del modulo.

Cosa fare: conserva tutte le prove della data in cui hai chiesto asilo (ricevuta di prenotazione, PEC dell'avvocato alla Questura, ricevuta dell'associazione o dell'ente a cui ti sei rivolto, dichiarazioni del centro) e parlane con un avvocato.

Hai fatto una nuova domanda dopo il 12 giugno?

Se la tua prima domanda era vecchia ma ne hai presentata un'altra (domanda reiterata) dopo il 12 giugno 2026, di solito per la nuova domanda valgono le regole del Patto.

Regole vecchie (pre-Patto)

Per chi ha chiesto asilo prima del 12 giugno 2026

1

La domanda in Questura

Hai presentato la domanda di persona in Questura (o alla polizia di frontiera).

Ti hanno preso le impronte digitali e ti hanno fatto alcune domande su di te, la tua famiglia e il viaggio. Il modulo si chiama C3.

Se hai un passaporto, la Questura lo tiene per tutta la procedura.

2

Il permesso per richiesta asilo

Ricevi un permesso di soggiorno per richiesta asilo. Dura 6 mesi e si rinnova fino alla decisione. All'inizio, la ricevuta della Questura vale come permesso provvisorio.

Con questo permesso puoi studiare, iscriverti all'anagrafe, avere un medico di base e prendere la patente.

Puoi lavorare dopo 60 giorni dalla domanda, se la Commissione non ha ancora deciso.

Non puoi viaggiare fuori dall'Italia finché la procedura non è finita, e questo permesso non si può convertire in permesso per lavoro.
3

Il colloquio in Commissione

Vieni chiamato per l'audizione davanti alla Commissione territoriale. È il momento in cui racconti la tua storia e spieghi perché non puoi tornare nel tuo Paese.

Non è un interrogatorio, ma una conversazione. Cerca di essere chiaro e preciso e porta i documenti che hai.

Se vieni da un Paese considerato "sicuro" o sei trattenuto, la procedura può essere accelerata: colloquio e decisione arrivano in pochi giorni. Minori non accompagnati e persone vulnerabili non vanno in procedura accelerata.

4

La decisione

La decisione ti arriva al centro di accoglienza o all'indirizzo che hai dato alla Questura. Comunica sempre ogni cambio di indirizzo, o rischi di non ricevere la decisione e di perdere il tempo per fare ricorso.

Le possibili risposte sono spiegate più sotto, in "Che risposte puoi ricevere".

5

Il ricorso se la risposta è negativa

Puoi fare ricorso al tribunale, ma ti serve un avvocato. I tempi sono brevi: contattalo subito.

CasoTempo per il ricorsoPuoi restare in Italia?
Procedura normale30 giorniSì, automaticamente
Procedura accelerata o persona trattenuta15 giorniSpesso non automaticamente
Procedura di frontiera7 giorniNon automaticamente

Quando il ricorso non ti protegge automaticamente (per esempio se la domanda è stata giudicata "manifestamente infondata"), l'avvocato deve chiedere al giudice la sospensione insieme al ricorso.

Nuove regole del Patto UE

Per chi ha chiesto asilo dal 12 giugno 2026 in poi

1

I primi controlli ("accertamenti")

Se sei arrivato via mare dopo un soccorso, alla frontiera senza documenti validi, o vieni trovato in Italia dopo un ingresso irregolare, prima passi dagli accertamenti (in inglese screening).

Durano al massimo 7 giorni alla frontiera e 3 giorni se sei già in Italia. Comprendono:

  • un controllo medico e un controllo delle vulnerabilità;
  • l'identificazione e le impronte digitali;
  • un controllo di sicurezza.

Se hai problemi di salute, sei minorenne o hai subito violenze, dillo subito.

2

Dire che vuoi chiedere asilo

Il primo passo è dire alle autorità che vuoi chiedere protezione. È la manifestazione della volontà.

Per ora, e almeno fino al 30 aprile 2027, in Italia la ricevono la Questura e la polizia di frontiera. Ci sono anche altri modi:

  • Con un avvocato, via PEC (posta elettronica certificata): l'avvocato scrive alla Questura che vuoi chiedere asilo. Spesso è una buona idea, perché così hai una prova sicura della data in cui hai chiesto asilo.
  • Tramite un ente: in alcune città la manifestazione va comunicata a un'associazione, a un CAF, all'ufficio stranieri del Comune o a un altro ente indicato dalla Questura.
Ogni città fa a modo suo. Prima di andare, chiedi informazioni su come funziona nella tua città a un'associazione, a uno sportello legale o a un avvocato. Trova aiuto legale gratuito.

Da questo momento hai diritto all'accoglienza, se non hai soldi per mantenerti.

3

La registrazione e il documento

La Questura deve registrare la tua domanda entro 5 giorni (fino a 15 se arrivano moltissime persone). Ti prende i dati e ti dà un opuscolo informativo.

Per ora, in Italia, la registrazione in Questura vale anche come "formalizzazione" della domanda: non devi fare un altro passaggio.

Ricevi un documento nominativo con la tua foto. Non è un permesso di soggiorno: con il Patto il "permesso di soggiorno per richiesta asilo" non esiste più. Questo documento dimostra solo che puoi restare in Italia durante la procedura. Vale un anno e si può rinnovare.

Devi dichiarare il tuo domicilio, e anche un telefono o un'email.

Il documento non è un documento di viaggio: non puoi usarlo per andare in altri Paesi.
4

Lavorare

Puoi lavorare dopo 90 giorni dalla domanda, se la Commissione non ha ancora deciso e il ritardo non è colpa tua.

Non puoi convertirlo in un permesso per lavoro. Il documento da richiedente asilo non è un permesso di soggiorno, quindi non si può "cambiare" in un altro permesso, nemmeno se hai un contratto di lavoro.
5

Quale procedura: normale, accelerata o di frontiera

La Commissione territoriale decide quale procedura usare e te lo comunica.

ProceduraQuandoTempi della decisione
NormaleNella maggior parte dei casi6 mesi (prorogabili)
AccelerataPer esempio: vieni da un Paese "sicuro"; nel tuo Paese le domande accolte in Europa sono poche (il 20% o meno); racconti cose che non c'entrano o che si contraddicono; hai mentito sulla tua identità; hai chiesto asilo tardi3 mesi
Di frontieraSe hai chiesto asilo alla frontiera o dopo uno sbarco, senza documenti per entrare, e sei in uno dei casi della procedura accelerata12 settimane in tutto, ricorso compreso

Nella procedura di frontiera devi vivere in un luogo indicato dalle autorità, e in alcuni casi puoi essere trattenuto in un centro.

I minori non accompagnati vanno in procedura di frontiera solo per motivi di sicurezza. Le persone vulnerabili non ci vanno se non possono avere il sostegno di cui hanno bisogno.

6

Il colloquio in Commissione

Il colloquio personale è obbligatorio: è il momento per raccontare la tua storia e spiegare perché non puoi tornare nel tuo Paese.

Prima del colloquio hai diritto a un orientamento legale gratuito: una persona che ti spiega la procedura. Chiedilo.

7

Restare reperibile: è un obbligo

Con il Patto i tuoi obblighi sono più severi. Devi:

  • collaborare e consegnare i documenti che hai;
  • presentarti al colloquio e agli appuntamenti;
  • comunicare subito ogni cambio di indirizzo, telefono o email;
  • restare in Italia e non spostarti in un altro Paese europeo.
Se non lo fai, la Commissione può considerare la tua domanda ritirata e chiudere la procedura. Il ricorso contro questa decisione va fatto in soli 7 giorni.
8

La decisione

La decisione ti arriva al centro di accoglienza o all'ultimo indirizzo che hai comunicato. Le possibili risposte sono spiegate più sotto, in "Che risposte puoi ricevere".

9

Il ricorso se la risposta è negativa

Puoi fare ricorso al tribunale con un avvocato. Con il Patto i tempi sono ancora più brevi: contattalo il giorno stesso in cui ricevi la decisione.

CasoTempo per il ricorsoPuoi restare in Italia?
Procedura normale30 giorniSì, automaticamente
Procedura accelerata, domanda inammissibile o ritirata7 giorniNon automaticamente
Procedura di frontiera5 giorniNon automaticamente (sì per i minori non accompagnati)

Quando il ricorso non ti protegge automaticamente, l'avvocato deve chiedere al giudice, insieme al ricorso, l'autorizzazione a rimanere in Italia. Il giudice decide in circa 10 giorni e, mentre decide, di regola non puoi essere allontanato.

Approfondisci le regole del Patto su SOS Patto

Da sapere in ogni caso

Che risposte puoi ricevere

Valgono sia con le regole vecchie sia con il Patto. La Commissione può darti:

Se la Commissione pensa che non hai diritto a nessuna di queste protezioni, la risposta è negativa: puoi fare ricorso nei tempi indicati nella tua scheda.

Paesi considerati "sicuri"

Se vieni da un Paese che l'Italia considera sicuro, la tua domanda viene esaminata più in fretta e hai meno tempo per il ricorso. Oggi la lista italiana comprende:

  • Albania
  • Algeria
  • Bangladesh
  • Bosnia-Erzegovina
  • Capo Verde
  • Costa d'Avorio
  • Egitto
  • Gambia
  • Georgia
  • Ghana
  • Kosovo
  • Macedonia del Nord
  • Marocco
  • Montenegro
  • Perù
  • Senegal
  • Serbia
  • Sri Lanka
  • Tunisia

Con il Patto (domande dal 12 giugno 2026) c'è anche una lista dell'Unione europea, che vale in tutti i Paesi UE:

  • Bangladesh
  • Colombia
  • Egitto
  • India
  • Kosovo
  • Marocco
  • Tunisia

Sono considerati sicuri anche i Paesi candidati a entrare nell'Unione europea (per esempio Albania, Serbia, Turchia, Georgia), salvo eccezioni: per esempio se nel Paese c'è una guerra.

Nazionalità con poche domande accolte (20% o meno)

Con il Patto va in procedura accelerata anche chi ha una nazionalità per cui, in tutta l'Unione europea, le domande accolte sono il 20% o meno. Contano solo lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria.

È la lista più lunga. Secondo gli ultimi dati Eurostat (decisioni del 2025), tra le nazionalità più numerose sono in questa situazione:

  • Albania
  • Algeria
  • Angola
  • Armenia
  • Azerbaigian
  • Bangladesh
  • Benin
  • Colombia
  • Congo (Brazzaville)
  • Congo (Rep. Democratica)
  • Egitto
  • Gambia
  • Georgia
  • Ghana
  • Honduras
  • India
  • Iraq
  • Kosovo
  • Libano
  • Macedonia del Nord
  • Marocco
  • Mauritania
  • Moldova
  • Nepal
  • Nigeria
  • Pakistan
  • Perù
  • Ruanda
  • Russia
  • Senegal
  • Serbia
  • Sri Lanka
  • Tunisia
  • Turchia
  • Venezuela
  • Vietnam

Non sono tutte: mancano le nazionalità con poche domande. La lista cambia ogni anno, quando escono i nuovi dati. E la regola non vale se nel tuo Paese la situazione è cambiata molto, o se fai parte di un gruppo di persone che di solito ottiene protezione (per esempio per la tua religione, il tuo orientamento sessuale o le tue idee politiche).

Fonte: Eurostat, tabella migr_asydcfsta (decisioni di primo grado nell'UE nel 2025, nazionalità con almeno 1.500 decisioni), dati aggiornati al 24 agosto 2026.

Venire da un Paese "sicuro" non vuol dire che la domanda verrà rifiutata. Se nella tua situazione personale ci sono pericoli gravi e specifici, devi spiegarli bene fin dall'inizio.

Situazioni particolari

Se sei:

  • minorenne, soprattutto se sei in Italia senza genitori;
  • una donna sola o in gravidanza;
  • una persona con disabilità o con una malattia grave;
  • una persona con problemi di salute mentale;
  • vittima di violenza, tortura, tratta o mutilazioni genitali;

… hai diritto a garanzie particolari e a un'accoglienza adatta, anche se vieni da un Paese "sicuro". Dillo il prima possibile: alla Questura, nel centro, alla Commissione.

I minori non accompagnati hanno diritto a un tutore e non possono essere respinti alla frontiera.

Se hai chiesto asilo in un altro Paese europeo (Dublino)

Se hai già chiesto asilo in un altro Paese europeo, o ti hanno preso le impronte digitali lì, può darsi che non sia l'Italia a dover esaminare la tua domanda. In questo caso potresti essere trasferito in quel Paese.

Per le domande registrate fino al 30 giugno 2026 valgono le regole del vecchio Regolamento Dublino; per quelle registrate dal 1° luglio 2026 valgono le nuove regole del Patto.

Cosa fare: chiedi subito aiuto a un avvocato o a un operatore esperto.

Il diritto all'accoglienza

Se chiedi asilo e non hai abbastanza soldi per mantenerti, hai diritto a un posto in un centro di accoglienza.

  • Inizia dal momento in cui dici di voler chiedere asilo.
  • Dura per tutta la procedura in Commissione, fino alla scadenza del tempo per il ricorso e, se il ricorso ti permette di restare, anche durante il ricorso.

Puoi perdere l'accoglienza se lasci il centro, se non vai al colloquio o se hai abbastanza soldi.

Con il Patto, le autorità possono anche obbligarti a vivere in un luogo preciso (sempre, nella procedura di frontiera). Se ti sposti, puoi perdere l'accoglienza.

La tua storia è unica. Non è uguale a quella dei tuoi amici o parenti, e queste regole sono nuove: anche i tribunali le stanno ancora interpretando. Se il tuo reddito è inferiore a 13.600 euro all'anno, puoi avere un avvocato gratis (gratuito patrocinio). Trova aiuto legale gratuito

Potrebbero interessarti anche

Vedi anche: altri permessi per protezione