Quali permessi di soggiorno ti permettono di lavorare, e come ottenerli
In Italia, per lavorare regolarmente devi avere un permesso di soggiorno che ti autorizza a farlo.
Esistono diversi tipi di permesso pensati per il lavoro: alcuni servono a entrare in Italia da fuori (con un visto), altri si possono ottenere convertendo un permesso che hai già.
In questa guida trovi i principali permessi di soggiorno per lavoro e i link alle schede di dettaglio.
È il permesso per chi lavora come dipendente di un datore di lavoro italiano (con contratto, busta paga e contributi).
Si può ottenere in tre modi:
È il permesso per chi vuole aprire una partita IVA, fare l'imprenditore, il libero professionista o il socio di una società.
Anche qui ci sono due strade principali:
Alcune professioni hanno un permesso dedicato, con regole proprie:
Se avevi un permesso per lavoro e hai perso il posto, non sei obbligato a tornare nel tuo Paese: puoi chiedere il permesso per attesa occupazione.
È un permesso che ti dà tempo per cercare un nuovo lavoro restando regolarmente in Italia. Durante questo periodo puoi anche iscriverti al Centro per l'Impiego e seguire corsi di formazione.
Il Decreto Flussi è il meccanismo principale con cui l'Italia fa entrare ogni anno lavoratori dall'estero.
Funziona così: il Governo fissa quanti lavoratori stranieri possono entrare in un certo anno (le "quote"). I datori di lavoro italiani presentano domanda di nullaosta in giorni precisi (i "click day"). Se la domanda è accolta, il lavoratore ottiene il visto, entra in Italia e ritira il permesso.
Riguarda sia il lavoro subordinato (compresi gli stagionali) sia il lavoro autonomo.
Per ogni tipo di permesso trovi nella scheda di dettaglio:
Per una panoramica generale dei documenti da portare in Questura, vedi anche Che documenti porto in Questura?
Anche altri permessi consentono di lavorare in Italia, pur non essendo nati per il lavoro. Per esempio: